CON CORONAVIRUS NULLA COME PRIMA (DIRE) Roma, 2 apr. – Uno ‘sportello skype’ per entrare nelle case dove i ragazzi affetti da autismo vivono in quarantena, a causa delle restrizioni dovute alla diffusione del coronavirus.

Questa e’ l’iniziativa promossa dalla Onlus ‘L’emozione non ha voce’, in occasione della Giornata mondiale dell’autismo, grazie alla fantasia e all’impegno di due psicologhe e un assistente disabili che, per almeno tre ore, si collegano dal lunedi’ al venerdi’ con i ragazzi del progetto “Autistici in azione”. Lo racconta alla Dire Corrado Sessa, presidente della Onlus.

Questo progetto che, in tempi normali, impegna i ragazzi, durante la settimana nella sede romana dell’associazione a Villa Glori, in una serra a Monte Ciocci e alla cooperativa sociale agricola Giuseppe Garibaldi. “La necessita’ di aiutare i ragazzi a non chiudersi nel loro mondo, impigrirsi e regredire con l’aumento di comportamenti ripetitivi o ossessivi, causati dal rimanere chiusi in casa, ha spinto le psicologhe Laura Traina e Simona Milo e l’assistente Alessandro Tulli, che fanno parte dello staff della Onlus, ad inventarsi un modo che consente ai ragazzi di comunicare tra loro guardandosi sul video di un computer- spiega Sessa- oltre ad entrare in relazione con i loro operatori. In genere lo sportello Skype coinvolge fino a sette ragazzi e ragazze che si salutano tra loro e spezzano cosi’ il loro isolamento”. Le attivita’ dello sportello si dividono in due momenti: un primo tempo di esercizi di ginnastica e di rilassamento da fare tutti insieme, seguendo un operatore, e in un secondo tempo con attivita’ di stimolazione cognitiva. La stimolazione cognitiva prevede, per esempio, un filmato e la risposta ad una serie di domande su cosa hanno visto. Sono statti proiettati filmati di animali e poi e’ stato chiesto ai ragazzi di descriverne la specie, il numero ecc e fare anche alcuni collegamenti.

All’inizio della settimana vengono fornite alle famiglie, tramite email, materiale con dei quesiti da utilizzare quando skype e’ in funzione. “I ragazzi- dice Traina- reagiscono bene e abbiamo un ottimo riscontro. La cosa piu’ bella e’ che, appena creato il collegamento, si salutano tra loro e interagiscono contenti di rivedere i loro compagni di avventura”. Inoltre, lo sportello skype e’ anche uno spazio di ascolto per i genitori, un luogo di scambio di sensazioni, suggerimenti e preoccupazioni.

“La creazione di questo spazio virtuale di comunicazione risulta un arma vincente contro l’isolamento e aiuta i soggetti fragili a non soccombere di fronte ad una pandemia che ha sconvolto le nostre vite- conclude Sessa- fino al punto che sappiano che nulla sara’ come prima”.